Tra tutti i mali che affliggono la cooperazione internazionale, uno dei più gravi è la dipendenza che spesso e volentieri si instaura tra chi fornisce gli aiuti e chi li riceve. Oggi vi presento un’associazione che, invece,  ha come obiettivo principale l’autonomia e la partecipazione attiva delle comunità e degli individui con i quali lavora.

Nonostante la sostenibilità sia ormai diventata un concetto basilare nella progettazione per lo sviluppo, la realtà dimostra che, a volte, i risultati non rispecchiano le intenzioni dei progettisti. Cosa significa? Che dopo tre o cinque anni di lavoro sul campo, l’Ong si ritira e le cose, piano piano, tornano ad essere come erano prima.

Ma come fare perché un progetto possa creare un cambiamento realmente duraturo? Come creare indipendenza, al posto della dipendenza? Ce lo racconta Giulia, co-fondatrice di GROWTH, una Ong fondata nel 2017 in Spagna, a Madrid, e impegnata nella promozione di un tipo di cooperazione internazionale che mette le persone e le comunità al centro del processo di sviluppo, sia nelle fasi di progettazione che in quelle di realizzazione.

growth-banner

  • Come nasce GROWTH?

“Dopo aver completato i miei studi in “Logistica Umanitaria” nel Regno Unito, ho vissuto diverse esperienze all’estero. In particolare, ho lavorato in contesti post-emergenza sia in Ecuador che in Nepal (dopi i terremoti), realizzando interventi volti alla ricostruzione e allo sviluppo. Sono rimasta colpita dal fatto che i nostri progetti fossero così distaccati dalla popolazione locale, che non era stata né consultata né coinvolta. Ad esempio, uno dei nostri obiettivi era la costruzione di case di bambù (più resistenti in caso di scossa sismica), ma ai locali non è stato insegnato come fare. Una volta andati via noi, avrebbero continuato a costruire in cemento come avevano sempre fatto.

Insieme ad alcuni ragazzi che ho conosciuto lungo il mio percorso come cooperante, è nata l’idea di metterci a lavorare ad un progetto che desse più protagonismo alla popolazione locale. Certo, sarebbe stato piccolo e ci saremmo dovuti accontentare di un compenso minore, ma almeno sarebbe stato in linea con i nostri valori e con quelli che crediamo essere principi imprescindibili per la cooperazione.”

  • Al momento, lavorate con la comunità di Somapura, nello Sri Lanka. Perché proprio Somapura?

“Questa è una bella storia nata proprio dalla fiducia! Due anni fa, quando l’idea di fondare GROWTH non era ancora stata concepita, mi trovavo in Sri Lanka per realizzare un documentario per un orfanotrofio. In questo contesto, ho conosciuto una ragazza proveniente da una comunità rurale della zona. Mi ha parlato moltissimo della sua comunità, tanto che mi sono incuriosita e l’ho visitata a casa sua, dove mi ha accolto con tantissime attenzioni e affetto. Mi ha anche spiegato che la sua comunità era afflitta da gravi problemi. Dopo la mia partenza, siamo rimaste in contatto per un anno: lei continuava a raccontarmi e a informarmi su come la situazione si stesse evolvendo, mentre io pensavo a come avrei potuto aiutare lei e la sua comunità.

Sono tornata in Sri Lanka una seconda volta, accompagnata dal co-fondatore di GROWTH, Martin Lopez. E ancora GROWTH non esisteva! Questa volta siamo rimasti due mesi, ospiti a casa di un’amica della ragazza con cui ero rimasta in contatto. Questa donna era incinta, con un bambino piccolo e un marito che per via di un incidente aveva sofferto gravissimi ustioni. Vivendo due mesi in una comunità rurale dello Sri Lanka, dove la maggior parte della popolazione è buddista, ti accorgi di quanto la cultura locale sia diversa dalla tua e dell’isolamento che caratterizza la loro esistenza. Non sapendo parlare la lingua del posto, dovevamo sforzarci per comunicare in modi alternativi e molto elementari, ad esempio cucinando insieme, condividendo esperienze. Dopo aver rapidamente instaurato un rapporto di fiducia con la nostra ospite, abbiamo cominciato a lavorare al needs assessment, visitando casa per casa tutte le famiglie della comunità. Questo ci ha permesso di gettare le basi per il progetto Somapura.

Tornati in Europa, avevamo ormai le idee molto più chiare! Ed è così che abbiamo fondato GROWTH. In nessun momento abbiamo perso contatto con la ragazza che, per prima, ci aveva fatto scoprire la comunità di Somapura.

Nonostante non ci sia stata da parte nostra nessun tipo di influenza, il nostro si è rivelato un progetto con una forte presenza femminile, grazie alla partecipazione della mia amica conosciuta in orfanotrofio, della “sindaca” della comunità e di molte altre donne locali coinvolte.”

  • Come siete giunti alla pianificazione del vostro intervento?

“Nel nostro caso,  i beneficiari sono stati gli artefici del progetto in sé! Abbiamo passato due mesi andando casa per casa, parlando con tutte le famiglie e facendo un accurato needs assessment. Dall’analisi, sono emerse due necessità primarie: un nuovo sistema per la distribuzione di acqua potabile ed un asilo.

Anche per la realizzazione del progetto ci siamo affidati alla comunità. Invece di imporre una soluzione pensata da noi, abbiamo chiesto: “Come lo fareste voi?”. Come dicevo, ho assistito in altri luoghi alla realizzazione di belle proposte che però non erano in linea con il modo di pensare della popolazione e le loro capacità, ed i risultati non sono stati quelli sperati.

Per finire, anche la costruzione stessa delle infrastrutture verrà affidata alla popolazione locale, sotto la guida di un ingegnere del posto. Il bello è che le persone che lavoreranno al progetto impareranno molto, e potranno a loro volta insegnarlo ad altri.

Una parte molto importante del progetto per l’acqua potabile sarà la formazione WASH per la popolazione, ovvero l’insegnamento di migliori soluzioni e tecniche a livello di igiene e salute.

L’appoggio da parte nostra sarà costante  grazie alla partecipazione di un team multidisciplinare che comprende, tra gli altri, architetti ed ingegneri.”

growth-01

  • GROWTH si avvale della collaborazione di volontari in remoto per sostenere il progetto. Ci puoi spiegare quale può essere l’impatto di un volontario che lavora da casa?

“Per me è stata una bella sorpresa! Personalmente, non avevo mai fatto volontariato in remoto, ma grazie ad una piattaforma di reclutamento spagnola (Haces Falta) ci sono arrivate tantissime richieste. Al momento possiamo contare su un piccolo team di fundraising che si occupa di proposal e collaborazioni con le aziende e che ha ottenuto risultati brillanti; ci sono poi diversi traduttori che ci aiutano moltissimo visto che ci rivolgiamo al nostro pubblico in tre lingue: italiano, spagnolo e inglese. Ed infine ci sono i volontari per le comunicazioni.

Questo sistema funziona benissimo, sono molto contenta! Da parte nostra, ci impegniamo a mantenere i volontari informati mandando un report tutte le settimane per raccontare un po’ come si procede.”

  • Ci puoi spiegare perché non sono stati reclutati volontari internazionali per le opere di costruzione necessarie alla realizzazione del progetto? Non sarebbe costato meno?

“Durante le mie due ultime esperienze in Nepal ed Ecuador, ho lavorato con una grande Ong americana che reclutava volontari per le opere di costruzione e ricostruzione. Molti volontari non c’entravano niente con questo tipo di attività. Quando si realizzano opere di costruzione in loco, GROWTH preferisce impiegare tecnici locali. In più, stiamo parlando di infrastrutture per la loro comunità, ed è giusto che lo facciano loro. Anche perché lo sanno fare bene.”

 

growth-logo

 

Se desideri saperne di più, puoi visitare la pagina di GROWTH oppure scrivere a info@growth.com.es

 

 

ayni-logo-small

 

Se desideri proporti come volontario in remoto, puoi farlo attraverso il portale delle opportunità di volontariato Ayni Cooperazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...